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Febbre della Valle del Rift

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Febbre della Valle del Rift

La Febbre della Valle del Rift è una zoonosi virale identificata per la prima in Kenya nel 1931. Questa malattia trasmessa dalle zanzare colpisce soprattutto gli animali, ma infetta anche l'uomo. E' frequente in Africa e si è recentemente diffusa in Arabia Saudita e Yemen.

La stragrande maggioranza delle infezioni umane deriva da contatto diretto o indiretto con sangue o organi di animali infetti. Tale contatto può verificarsi durante la cura o la macellazione di animali infetti e forse dalla ingestione di latte crudo. L'infezione umana può anche avvenire dalla puntura di zanzare infette.

Mentre la maggior parte dei casi nell’uomo sono relativamente miti, una piccola percentuale di pazienti sviluppa una forma molto più grave di malattia che si manifesta con una o più di tre distinte sindromi: malattia oculare, meningoencefalite e febbre emorragica virale.

Per la maggior parte dei casi gravi, il trattamento predominante è una terapia di supporto. Focolai di Febbre della Valle del Rift in Africa orientale sono strettamente collegati ai periodi di precipitazioni abbondanti che si verificano durante la fase di riscaldamento del fenomeno El Niño/Oscillazione meridionale (ENSO). 
Queste scoperte hanno consentito lo sviluppo di modelli di previsione e di allarme rapido per Febbre della Valle del Rift uilizzando immagini satellitari e dati meteo/previsioni climatiche che consentono alle autorità di attuare misure per scongiurare epidemie imminenti.

Forma lieve

Il periodo di incubazione varia da 2 a 6 giorni.

Le persone infette o sono asintomatiche o sviluppano una forma lieve di malattia caratterizzata da una sindrome febbrile con improvvisa comparsa di febbre simil-influenzale, dolori muscolari, dolori articolari e mal di testa.

Alcuni pazienti presentano rigidità nucale, sensibilità alla luce, perdita di appetito e vomito; in questi pazienti la malattia, nelle sue fasi iniziali, può essere scambiata per meningite.

I sintomi di RVF solitamente durano da 4 a 7 giorni, dopo di che la risposta immunitaria è rilevabile con la comparsa di anticorpi e il virus gradualmente scompare dal sangue.

Forma grave

Mentre la maggior parte dei casi umani sono relativamente miti, una piccola percentuale di pazienti sviluppa una forma molto più grave di malattia. Si presenta di solito come una o più di tre distinte sindromi: (occhio) malattia oculare (0,5-2% dei pazienti), meningoencefalite (meno dell'1%) o febbre emorragica (meno dell'1%).

Forma oculare: in questa forma di malattia, i sintomi usuali associati alla forma lieve di malattia sono accompagnati da lesioni retiniche. La comparsa delle lesioni agli occhi avviene di solito da una a tre settimane dopo la comparsa dei primi sintomi. I pazienti di solito riferiscono visione offuscata o diminuita. La malattia può risolversi senza effetti duraturi da 10 a 12 settimane. Tuttavia, quando le lesioni si verificano nella macula, nel 50% dei pazienti si presenta perdita permanente della vista. Il decesso di pazienti con la sola forma oculare della malattia è raro.
Forma meningoencefalite: l'inizio della forma meningoencefalite della malattia di solito si verifica 1-4 settimane dopo che compaiono i primi sintomi di RVF. I segni clinici sono mal di testa intenso, perdita di memoria, allucinazioni, confusione, disorientamento, vertigini, convulsioni, letargia e coma. Le complicanze neurologiche possono presentarsi più tardi (> 60 giorni). Il tasso di mortalità nei pazienti con soltanto questa forma di malattia è basso, anche se è comune un deficit neurologico residuale, che può essere grave.
Forma febbre emorragica: i sintomi di questa forma di malattia compaiono 2-4 giorni dopo la comparsa della malattia, e cominciano con gravi segni di compromissione epatica, quale l'ittero. Successivamente compaiono segni di emorragia quali sangue nel vomito, sangue nelle feci, esantema o ecchimosi purpuriche (causate da emorragia nella pelle), sanguinamento dal naso o dalle gengive, menorragia e sanguinamento dai siti di prelievo venoso. Il tasso di letalità nei pazienti con forma emorragica di malattia è elevato, intorno al 50%. La morte avviene di solito 3-6 giorni dopo l'insorgenza dei sintomi. Il virus può essere rilevabile nel sangue per al massimo 10 giorni, in pazienti con forma di ittero emorragico di RVF.

Il tasso totale di mortalità è vario tra le diverse epidemie ma, nel complesso, è inferiore all'1% in quelli documentati. La maggior parte dei decessi occorrono in pazienti che sviluppano la forma di ittero emorragico.

Fonte: Ministero della Salute.


Le informazioni di seguito fornite non sostituiscono in alcun modo il parere e la visita del medico.


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