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Tumore al seno, a Teramo una tecnica anestesiologica innovativa

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Martedì, 6 Giugno, 2017

All'ospedale di Teramo, nelle ultime settimane, sono stati eseguiti quattro interventi chirurgici di asportazione della ghiandola mammaria, mastectomia totale, per tumore della mammella utilizzando una tecnica anestesiologica di nuova generazione.

Si tratta di quattro pazienti, tre  donne di 93, 80 e 83 anni e un uomo di 87 anni, tutti affetti da tumore al seno che non avrebbero potuto eseguire l’intervento salvavita di mastectomia totale per patologia neoplastica con il  classico trattamento anestesiologico,  in quanto affetti da patologie cardiache e respiratorie che rendevano altamente a rischio l’utilizzo della  metodica anestesiologica  standard.

La tecnica di anestesia prevede il blocco delle strutture nervose che decorrono tra i muscoli pettorali con l’utilizzo di anestetico locale e sotto guida ecografica. Il paziente, così, può essere sottoposto all’intervento invasivo di asportazione della ghiandola mammaria da sveglia senza sentire alcun tipo di dolore.

Tale blocco dei nervi sensitivi della mammella rappresenta una nuova generazione anestesiologica meno invasiva  ed  offre una alternativa efficace e sicura alle tecniche convenzionali. 

Per rendere la nuova metodica più efficiente ed efficace è stato organizzato dal dottor Roberto Berrettoni, responsabile della UOS di terapia del dolore, un corso teorico pratico con il dottor Andrea  Tognù, anestesista del Rizzoli di Bologna, che ha permesso al personale medico ed infermieristico del nosocomio teramano di migliorare le proprie performance.

I quattro interventi chirurgici sono stati eseguiti in stretta collaborazione dall’equipe anestesiologica del dottor Stefano Minora, responsabile della Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione con l’equipe di chirurgia senologica del dottor Maurizio Brucchi.

I vantaggi sono evidenti e importanti, soprattutto per la paziente, che vede ridurre il rischio operatorio, viene riabilitata immediatamente e già subito dopo l’intervento può alimentarsi ed essere dimessa il giorno successivo all’intervento stesso. Tra l’altro la ridotta ospedalizzazione determina anche una riduzione dei costi per l’azienda.

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