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All'Aquila il tremore del Parkinson si elimina...con un casco

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Martedì, 15 Maggio, 2018

Il paziente indossa uno speciale casco ad altissima tecnologia e, tramite emissioni di ultrasuoni focalizzati indirizzati su specifiche aree del cervello, risolve in modo immediato il problema del tremore da morbo di Parkinson. E’ l’ultima frontiera della tecnologia sanitaria, ora disponibile anche all'ospedale San Salvatore dell'Aquila, che finora in Italia era disponibile solo a Verona. In Europa, invece, i centri che dispongono del sistema sono solo 7.

Il trattamento è altamente efficace poiché consente di debellare il tremore dovuto al morbo di Parkinson e quello cosiddetto essenziale (le cui cause sono sconosciute) in modo immediato, durante l’esecuzione della prestazione. La tecnica usata è quella degli ultrasuoni focalizzati guidati con risonanza magnetica (MRgFUS) che, attraverso la termoablazione (tecnica che brucia il solo tessuto malato) consente di intervenire sulla patologia senza intervento chirurgico.

La termoablazione con ultrasuoni focalizzati è una procedura che la radiologia universitaria dell’ospedale San Salvatore adotta dal 2011 e che ha consolidato e affinato negli anni successivi, impiegandola con risultati eccellenti nel trattamento dei fibromi uterini e ponendo al primo posto in Europa il centro aquilano nel trattamento dei tumori benigni dell’osso in età pediatrica: un’esperienza, trasferita ora sulle patologie neuro-funzionali.

A proiettare l’ospedale del capoluogo regionale nell’olimpo europeo non è solo la possibilità di disporre del sistema di ultrasuoni focalizzati ma anche quella di avvalersi di un sistema ad alto campo di risonanza magnetica da 3 Tesla. Una risorsa operativa che permette di agire con precisione altissima: basti pensare che il margine di errore è inferiore a 0,3 millimetri. Tale livello di accuratezza nel trattamento è di fondamentale importanza poiché, al fine di agire sulla specifica area del cervello che riguarda il tremore, è necessario ridurre a percentuali infinitesimali la possibilità di errore.

Il trattamento in sé dura circa 2 ore e il paziente, dopo una notte in osservazione, torna a casa. Finora sono stati effettuati trattamenti su 8 pazienti, tutti con esito positivo.

 

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